Pantelleria:

O si odia o si ama, non è un’isola da mezze misure, di origine vulcanica, caratterizzata dal colore nero profondo delle sue rocce, anche l’occhio che vuole la sua parte…o ne rimane affascinato o prova un moto di repulsione. Non è un’isola per famiglie con bambini, non presenta lunghe baie di sabbia dorata i suoi approdi sono nicchie nate tra scogli aguzzi ed appuntiti, l’accesso al mare dalla terra è sempre impervio e va conquistato con pazienza. La sua bellezza (come quasi tutte le isole) si apprezza meglio dal mare che dalla terra, arrivando con il traghetto da Trapani o acquistando (come abbiamo fatto noi) un’escursione giornaliera in barca intorno al suo perimetro.

Nonostante tutto, a noi ci ha conquistato e non siamo gli unici, hanno qui il loro buon retiro personaggi come Armani, Versace, il compianto batterista dei Pooh l’aveva eletta a sua residenza adottiva, in passato anche Sergio Endrigo era stato affascinato dalla sua bellezza selvaggia ed era diventato proprietario di una bella residenza proprio di fronte allo scoglio dell’elefante.


“Stavamo passando l’estate nell’isola di Pantelleria, all’estremo sud della Sicilia, e non credo che esista al mondo un luogo più consono per pensare alla Luna.

Ricordo come in un sogno le pianure interminabili di roccia vulcanica, il mare immobile, la casa dipinta a calce fin negli scalini, dalle cui finestre si vedevano nella notte senza vento i fasci luminosi dei fari dell’Africa. Esplorando i fondali addormentati intorno all’isola […] avevamo recuperato un’anfora con ghirlande pietrificate che dentro aveva ancora i residui di un vino immemore corroso dagli anni, e avevamo fatto il bagno in una gora fumante le cui acque erano così dense che si poteva quasi camminarvi sopra.

Io pensavo con una certa nostalgia premonitrice che così doveva essere la Luna.”

Gabriel Garcìa Marquez

Situata nel mezzo del mar Mediterraneo è più vicina alle coste tunisine che alla Sicilia, qui tutto ha la sua particolarità, a cominciare dalle case degli abitanti del posto, i “Dammusi” abitazione tipica dell’isola che risale al tempo dei fenici ed è giunta fino noi subendo solo piccole modifiche nel tempo.

Il caldo la fa da padrone per gran parte dell’anno anche se sempre mitigato dall’incessante soffiare dei venti marini, non a caso “figlia del vento” è il soprannome dell’isola. 

Un mare ovunque cristallino contrasta con il nero fumo delle rocce vulcaniche ed il verde intenso della rigogliosa macchia mediterranea .

Pantelleria non è solo mare ma offre a tutti gli amanti del trekking una rete di splendidi sentieri che si inerpicano lungo le sue montagne passeggiando tra i profumi classici della macchia mediterranea: ginestra, timo, lavanda ed origano.

Un’altra caratteristica che rende unica quest’isola sono i così detti “giardini panteschi” nati per proteggere le coltivazioni dal vento che soffia incessante.  

Sono costruzioni in pietra lavica di forma cilindrica in grado di assicurare il giusto microclima alle piante nonche’ il necessario apporto d’acqua.


Dove non sorgono questi “giardini” ha preso campo la coltivazione detta ad “alberello” utilizzata prevalentemente per la produzione dell’uva assicura la vita della pianta anche in condizioni climatiche avverse, a volte viene adoperata anche per la coltivazione dell’olivo. 

In questa maniera la pianta viene coltivata a “raso terra” bloccandone lo sviluppo verticale con pratiche che vengono tramandate attraverso istruzioni orali in dialetto locale da generazioni di contadini isolani. Questa pratica ha ottenuto ai giorni nostri il riconoscimento di Patrimonio Immateriale da parte dell’UNESCO.

Un discorso a parte merita la tradizione gastronomica dell’isola, ne tratteremo più diffusamente nella sezione a lei dedicata.


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