Martedì 23 Agosto 2011 – Tredicesimo giorno

Risveglio, colazione e via si parte destinazione Yellowstone, sicuramente una delle meraviglie del mondo, senza mezzi termini semplicemente fantastico.   Noi vi giungiamo da sud, sicuramente una delle più belle strade d’accesso al parco: cime innevate, laghi alpini e vaste praterie di erba rada dove è facile avvistare wapiti o bisonti intenti a pascolare.

Originariamente territorio di caccia degli indiani Mandan del Nord Dakota, vide arrivare intorno al 1776 i cacciatori di pellicce francesi che per primi sentirono i nativi parlare di un grande fiume dalle rocce gialle.

Alcune note pratiche: visitato annualmente da oltre 3 milioni di persone, principalmente in estate in quanto gli ingressi sud, nord est e ovest restano abitualmente chiusi fino a metà aprile a causa delle abbondanti nevicate. Nessuna linea pubblica di pullman è autorizzata ad attraversare il parco, è consigliabile quindi arrivare muniti di mezzo proprio (auto, camper, moto, bicicletta), biglietti a 20$ validi una settimana e come per tutti gli altri parchi nazionali è accettato Il National Park Pass.

Il parco come sempre negli USA è perfettamente organizzato, ma anche in considerazione delle grandi dimensioni, anche solo per averne un’idea complessiva occorrono almeno 3 giorni.

Numerosi gli animali che è possibile avvistare all’interno del parco (cervi, wapiti, alci, lupi, orsi bisonti ecc.). Chi come noi prenderà una camera nei pressi dell’ingresso di Nord-Est ai confini con il Montana dovendo attraversare la Lamar Valley potrà avvistare al mattino con tutta tranquillità, grandi mandrie di bisonti pascolare nei prati circostanti, mentre al rientro, alla sera, ne incontrerà numerosi esemplari che attraversano la strada per ritornare nei pascoli più alti, bloccando completamente il traffico veicolare.

Nello Yellowstone la terra mostra tutta la sua potenza in modo estremamente affascinante attraverso i Geyser, sorgenti termali intermittenti, che proiettano in aria zampilli di acqua bollente e vapore sotto forma di un unico getto ultra potente che i turisti possono osservare da una distanza ravvicinata.

Upper Geyser Basin, in questa parte del parco sono visibili un quarto dei geyser esistenti sull’intero pianeta, si cammina su passerelle di legno con divieto assoluto di abbandonare il sentiero segnato. E’ un posto sbalorditivo e si può vedere il Castle Geyser il più antico, che zampilla per 50 minuti ogni tredici ore, poi il Grand Geyser (ogni 10 ore circa) o il Riverside Geyser che fuoriesce in riva al fiume ogni 8 ore, ma il vero mostro sacro che vanta il titolo di geyser più conosciuto del mondo intero, ma anche il più puntuale  o come dice il suo nome il più fedele è l’Old Faithful (il vecchio fedele) che ogni 60 minuti spinge impressionanti quantità di acqua ad un’ altezza di 55 metri.

Anche le cascate all’interno del parco meritano una menzione, seguendo la North Rim si giunge al belvedere di Inspiration Point una piattaforma a strapiombo sul vuoto di uno straordinario canyon dove giù in basso scorre impetuoso il fiume Yellowstone che più a valle dà origine a due potenti cascate le Lower e Upper Falls, da non perdere il belvedere di Break of  the Lower Falls, dove si gode di uno spettacolo impressionante, anche se la vista migliore sulle cascate si gode da Artist Point, altri Overlook degni di nota Grandview Point e Lookout Point.

In serata faremo rientro al nostro hotel situato nella cittadina di Cooke City nello stato del Montana distante solo poche miglia dall’ingresso Nord-est del parco.

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